Contatti

Parliamo di Barter

Intervista al Dr. Niko Allegretti
General Manager della Società BMI.

Dr. Allegretti quale è il suo ruolo all’interno della Società BMI?
Opero e sono socio di questa Società dal 2000. La denominazione precedente era Gruppo Alka nel 2005 è diventato Gruppo BMI. Sono state unificate in un unico marchio tutte le attività realizzate in passato. Abbiamo dato vita alla costituzione di più servizi rivolti a soddisfare le molteplici esigenze delle aziende divenute nostre clienti. In ognuno di questi abbiamo sempre inserito tutto il nostro know how e sopratutto la nostra specializzazione nel trading che con il tempo e l’esperienza acquisita oggi ci vedono sicuramente leader sul mercato. Per saperne di più sul nostro passato vi consiglio di visitare il nostro sito: www.gruppoalka.it. Oggi mi occupo prevalentemente della direzione del trading e curo personalmente tutti i corsi di formazione continuativa rivolti alla preparazione delle risorse umane che si vogliono specializzare in questa attività. Tra i frequentatori dei corsi ho anche dei laureandi che come tesi di laurea portano il “barter”. Per me questo è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Mi occupo di curare e progettare circuiti di barter conto terzi chiavi - in mano dato che ci sono imprenditori e società interessate ad intraprendere l’attività di barter e si rivolgono a noi per avere assistenza e consulenza in materia.

Dr. Allegretti è proprio di barter che vogliamo parlare con Lei: espandere le vendite senza affrontare investimenti nell’area commerciale e nella logistica azzerando ogni rischio finanziario è realizzabile con il barter?
Assolutamente si e si può tradurre con una formula matematica basata sull’enunciato per cui il barter è la variabile che applicata a un’azienda moltiplica all’infinito le sue potenzialità di business. Con il barter per un’azienda acquistare significa per forza e automaticamente vendere quindi fare più fatturato e più profitti. Più l’azienda acquista meno debiti contrae e più gode di liquidità finanziaria. Posso affermare con assoluta certezza che applicare il barter significa:
più acquisti... più vendite... più profitto... più sviluppo!

Dr. Allegretti risulta tuttavia un po’ difficile comprendere in pieno un’idea vincente che invece è molto semplice?
Stiamo vivendo in un momento storico molto favorevole alla diffusione del barter in italia. Nei prossimi anni le aziende subiranno più cambiamenti di quanti ne abbiano visti negli ultimi cinquant’anni. Gli imprenditori italiani sono aperti a sfide e a nuove strade che conducono a grandi vittorie. Il barter è sicuramente una di queste nuove strade. La difficoltà principale una volta scoperto il barter sta nel comprenderne tutte le implicazioni ed entrare nell’ordine di idee di applicarlo regolarmente alla propria attività poi la strada è tutta in discesa. Ma attenzione come dice un mio caro amico: “sapere come si fa a fare il pane non vuol dire di saperlo fare”. All’inizio è necessario avere una giusta impostazione di base per applicare al meglio il sistema barter. Del resto una ventina di anni fa il leasing è arrivato in italia come un nuovo strumento finanziario applicabile in aiuto alle aziende ed era visto con sospetto e diffidenza! Oggi chi non utilizza il leasing?

Dr. Allegretti a proposito di comprensione qual è la differenza tra il barter bilaterale e il barter triangolare e il barter multilaterale?
Gli scambi bilaterali portano innegabili vantaggi immediati solo a due soggetti ma presentano difficoltà e limiti quali il possibile squilibrio tra le controparti e la non facile reperibilità delle opportunità. L’operazione è chiusa e fine a se stessa e così le triangolazioni comportano svantaggi per l’azienda nelle sue politiche di marketing e di prezzo. La formula di barter multilaterale invece risulta la soluzione ottimale in quanto si applica in un mercato privilegiato, gestito e controllato da un soggetto regista (gestore) che con un approccio neutrale e strategico impedisce il verificarsi di effetti negativi quali la cannibalizzazione del mercato e sopratutto favorisce l’incontro di domanda e offerta.

Dr. Allegretti ma fino a che punto si può generalizzare offrendo uno strumento che riunisce strategie commerciali finanziarie e gestionali? Il barter sembra offrire per ogni singolo caso soluzioni estremamente specifiche ed individualizzate?
Poichè si tratta di un business universale e dimensionalmente infinito è applicabile a qualsiasi contesto. Un discorso a parte va fatto per le materie prime e per diverse ragioni. Il barter è applicabile su qualsiasi tipologia di prodotto e per qualsiasi necessità.

Dr. Allegretti concretamente come avviene un’operazione di barter?
In un circuito di barter ben organizzato funziona così: l’azienda che ha la necessità di acquistare dei prodotti manda la richiesta al gestore del circuito il quale gira al trader di competenza la richiesta; il trader individua all’interno del circuito aziende possibili fornitori dei prodotti richiesti e ottenuta la disponibilità a fare un offerta di vendita gira l’offerta stessa all’azienda acquirente. Una volta conclusa positivamente la trattativa con l’intermediazione del trader le due parti firmano per accettazione l’ordine e il venditore provvede alla consegna dei prodotti alla parte acquirente. Il gestore e il trader sono il punto di riferimento di tutta l’operazione dalla richiesta alla conclusione dell’ordine e il gestore funge da consulente anche per gli aspetti contabili. Il gestore risulta creditore e debitore rispettivamente del venditore e dell’acquirente dei totali importi delle operazioni di acquisti e vendite effettaute dai partner all’interno del circuito stesso. In due parole questa è una sintesi dell’operazione.

Dr. Allegretti come si deve alimentare costantemente un circuito di barter?
Il circuito di barter deve essere sempre in costante crescita in termini di inserimenti di nuove aziende reperite dai promotori in tutti i settori merceologici. Non si possono individuare settori predominanti ma sicuramente devono essere inserite nel circuito più aziende che operano anche nello stesso settore onde creare la più ampia scelta di prodotti differenziati tra di loro in termini di qualità e prezzo seppur appartenenti allo stesso settore merceologico. In fine non va dimenticato in tutto questo la logistica e cioè l’ubicazione delle aziende.

Dr. Allegretti quale è l’interesse economico da parte di un imprenditore o di una società che vuole dedicarsi all’attività di barter?
Costituire un circuito di barter può diventare un grandissimo businesss in termini di profitto soprattutto se gli interessati possono avvalersi di fonti privilegiate per il reperimento dei partner da inserire nel costituente circuito; come per esempio: associazioni di categoria - cooperative - consorzi - istituti assicurativi finanziari e bancari etc. Il gestore può stabilire una somma quale quota di affiliazione al circuito questa somma può anche essere una quota annuale. Oltre a questo il vero profitto continuativo sarà ricavato dall'importo applicato dal gestore ai partner nella misura dalla commissione applicata in percentuale sul totale degli importi degli scambi che avverranno all’interno del circuito tra i partner.

Dr. Allegretti può darci un esempio con dei dati su cui ipotizzare l’eventuale introito economico?
Certo su base triennale un conteggio molto indicativo e semplice potrebbe essere questo: ipotizzando che un costituente circuito di barter possa contare su un numero di mille partner da inserire nel circuito il primo anno e altri mille il secondo anno e altri mille il terzo anno l’importo della quota stabilita dal gestore quale quota di affiliazione andrà moltiplicato per mille il primo anno per duemila il secondo anno per tremila il terzo anno. Se si calcola che nel primo anno di affiliazione al circuito i partner possano compiere almeno tre operazioni in acquisto ed obbligatoriamente anche altre tre operazioni di vendita si genereranno in totale seimila operazioni il primo anno che sommate alle dodicimila del secondo anno e alle diciottomila del terzo anno formeranno un totale di trentaseimila operazioni nel triennio. Se ad ogni operazione applichiamo un valore medio cadauna di cinquemila euro il totale del movimentato dalle transazioni sarà pari a centoottantamilioni di euro. Su questo totale importo il gestore avrà un ulteriore profitto risultante dal totale dalla commissione applicata in percentuale.

Dr. Allegretti ringraziando per il tempo e la cortesia che ci ha concesso vuole aggiungere altro?
In un mondo mercato che rende sempre più difficile il vivere e soprattutto estremamente sfiancante l’intraprendere una qualsiasi attività imprenditoriale spero di essere stato utile a tutti con questa mia piccola e semplice delucidazione sul sistema barter. Considero sempre che la prima fase o primo approccio rivolto a strumenti che destano interesse e curiosità sia quello della “cultura” per poi passare alla fase del “pensiero”. Non a caso nei miei corsi di formazione inserisco degli step: “barter cultura” e “barter pensiero”. Per quanto mi riguarda sono già da tempo nella fase “barter mania”.
Come afferma Demostene è necessario interpretare e cavalcare i mutamenti!
Grazie a voi e buon lavoro a tutti!


Home
Privacy | Copyright | Stampa
2000/2013 - Gruppo BMI - tutti i diritti riservati - p.iva 01779310463 - info@barterclub.it
Barter Club, il Barter in Italia